Marijuana: Etimologia, Effetti, Legalizzazione e Legislazione


Etimologia del termine Marijuana

Nella cultura di massa si è soliti chiamare la Cannabis, e nello specifico la Cannabis sativa, col termine “Marijuana”. Forse non tutti sanno però che questa parola ha origini a dir poco infelici. La sua etimologia è ad oggi sconosciuta. Sebbene abbia forti radici messicane in realtà secondo alcuni storici il termine deriva dal cinese “ma ren hua” che significa “fiore del seme di canapa”. Solo successivamente i messicani se ne appropriarono trasformandolo in “mariguana”. Nel 1910 la guerra civile messicana costrinse la popolazione ad emigrare negli Stati Uniti per trovare rifugio e fu qui che il termine nacque così come lo conosciamo. All’epoca infatti fu Harry J. Anslinger, direttore dell’FBI apertamente razzista, a portare avanti una vera e propria campagna di demonizzazione di quella droga e di chi l’aveva portata nel paese utilizzando strategicamente non il termine comunemente usato negli USA, cioè Cannabis, bensì il corrispettivo messicano che diventò con la commistione della lingua inglese “marijuana”

Effetti della marijuana: legale vs illegale

Gli effetti della marijuana sono disparati e si differenziano non solo in base al tipo di seme ma anche in base allo stato psico-fisico in cui ci si trova quando la si assume. Tuttavia un discrimine importante va fatto rispetto agli effetti della marijuana legale rispetto a quella illegale. 

La differenza di maggior rilievo consiste nelle quantità di THC e CBD presenti nella marijuana. Il THC ( o tetraidrocannabinolo) è il principio psicoattivo della cannabis, quello che in sostanza influisce sulla psiche, sul comportamento e sulle percezioni. 

Il secondo principio presente nella marijuana è il CBD ( o cannabidiolo) il quale, a differenza del THC, non è un cannabinoide psicoattivo ma anzi, andando a contrastare gli effetti del primo, riduce gli stati d’ansia, ha un effetto sedativo ed è ad oggi oggetto di studio per il suo ampio utilizzo nella moderna medicina naturale. 

Nella marijuana illegale il livello di THC è superiore alle soglie minime tollerabili, fissate allo 0,6 %, ed è proprio questa elevata percentuale a renderla a tutti gli effetti una sostanza stupefacente. Il suo utilizzo è sempre sconsigliato e per alcuni soggetti può comportare problemi di non poco conto. Come ad esempio le persone che soffrono di vari disturbi psichici, chi convive con stati di depressione e soprattutto ai minori che, in conseguenza di un’eccessiva e prolungata assunzione di THC, potrebbero sviluppare deficit cognitivi

Nella marijuana illegale il CBD, al contrario, è presente in piccolissima percentuale che non basta a tamponare gli effetti del THC.

Ora, per quanto riguarda la marijuana legale, basta invertire i fattori. Essa infatti presenta non solo bassissime quantità di THC ma ha al suo interno elevate concentrazioni di CBD. In questo modo non ci si espone a nessun tipo di rischio e si può inoltre beneficiare dei numerosi effetti positivi del CBD. 

Legge sulla marijuana in Italia

Un’altra fondamentale differenza fra la marijuana legale e quella è illegale è la sua reperibilità. Quella illegale si acquista su mercati “non convenzionali”. La lotta al mercato nero e alla criminalità organizzata hanno indotto nel corso del tempo un numero consistente di stati a favorirne la legalizzazione. In Italia, nello specifico, un primo passo avanti si è compiuto con la L. 242/2016 “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” in cui sono previsti alcuni obblighi in capo al coltivatore. Nello specifico egli è tenuto alla conservazione dei cartellini dei semi di marijuana acquistata per un minimo di 12 mesi, alla tenuta delle relative fatture d’acquisto per la verifica del loro regolare acquisto. È stato fissato un doppio limite di THC: dello 0,2% entro il quale il coltivatore può accedere al regime di sostegno economico previsto dalla normativa comunitaria (Regolamento CE 73/2009); e dello 0,6 %, soglia massima al di sotto della quale è inibito il sequestro ad opera dell’autorità giudiziaria ed è esclusa ogni forma di responsabilità penale dell’agricoltore. Per i livelli superiori allo 0,6 è previsto il sequestro e la distruzione delle piante di marijuana. 

Una recentissima pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione del 19 dicembre 2019 ha enunciato un importantissimo principio di diritto sulla coltivazione della marijuana per uso personale. Infatti non costituisce reato coltivare marijuana se questa è "di minime dimensioni e svolta in forma domestica, attraverso pratiche rudimentali e su un numero scarso di piante". 

Semi Marijuana: tipologie

Quindi è possibile coltivarla, magari anche sul proprio balcone? Si, se si dimostra che se ne fa un uso strettamente personale. Grazie alla giurisprudenza quindi si è dato il via alla creazione di un nuovo mercato: la vendita online di semi di marijuana. 

Ce ne sono così tanti sul mercato che fare un elenco esaustivo risulterebbe impossibile. Le macro categorie sono le seguenti:

  • i semi femminizzati, di coltivazione più agevole di quelli regolari e particolarmente richiesti per la tendenza a generare le famose cime; 
  • i semi autofiorenti e quelli quick che, come suggerisce il nome, crescono più velocemente e si adattano a vari tipi di ambienti; 
  • i semi di cannabis cbd, cannabinoide che viene utilizzato per uso medico-terapeutico; i semi indoor e outdoor che si differenziano a seconda che la coltivazione della marijuana avvenga al chiuso o all’aperto;
  •  i semi di marijuana sativa ed indica

Nello specifico invece possiamo trovare l’amnesia, il blue kush, il purple orange, il kush n’ cheese, il moby dick etc. 

Marijuana legale: tipologie di prodotti

Data la versatilità della canapa sono numerosi gli usi che se ne fanno e i prodotti che derivano da essa. Dalle infiorescenze di canapa essiccate si ricava la marijuana legale che viene utilizzata sia a scopo ricreativo che a scopo medico-terapeutico.

Con processi manuali, meccanici o chimici diversi, dalle infiorescenze della canapa sativa può ricavarsi anche l’hashish CBD, comunemente chiamato “fumo”. 

L’olio CBD è tra i prodotti maggiormente apprezzati dai consumatori. Rispetto alle infiorescenze e all’hashish CBD, l’olio si assume per via sublinguale. Ciò lo rende un prodotto adatto anche ai non fumatori. Le proprietà dell’olio CBD sono inoltre numerose: antinfiammatorio, antidolorifico, antiossidante e rilassante. Basta pensare che attualmente viene utilizzato anche per curare anche i nostri amici a 4 zampe

Acquistare questi prodotti è davvero semplice, basta trovare un weed shop online affidabile. Qualità dei prodotti, rispetto della normativa vigente ed esperienza d’acquisto sicura fanno la differenza. 

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